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12 ottobre 2008
L'occidente deve smetterla di dare lezioni alla russia
 

La Repubblica 12-10-2008 Fiammetta Cucurnia

 


VENEZIA — «Si, è vero, sto pensando di fondare un nuovo partito, diverso, democratico, di orientamento socialista, che non si possa comprare, che nonfaccia favori al potere». Mikhail Gorbaciov, a Venezia per partecipare al World Political Forum dedicato ai problemi dell’ambiente e della comunicazione, non si sottrae alle domande. E non nasconde che, in un certo senso, è rientrato in politica. «Non per me, ma perhé la Russia ha bisogno di avviare una fase nuova con forze nuove. E io voglio impegnarmi per far nascere e crescere una generazione di politici diversa, voglio contribuire a formare i giovani che si affacciano oggi alla vita politica».
Quindi non è lei in prima persona a volersi candidare in un nuovo partito di opposizione?
«Io penso che in Russia ci sia bisogno di un partito capace di pensare con la propria testa. E credo di poter mettere la mia esperienza a disposizione di un processo di questo genere. I cambiamenti globali che si annunciano, connessi strettamente con le crisi che stiamo vivendo, richiederanno una grande partecipazione popolare. Partiti addomesticati dai poteri non sono in grado né di crearla, né di organizzarla. Voglio anche aggiungere che questo non vale solo per la Russia, ma anche per voi occidentali».
Però, 11 fatto stesso che lei avverta questa necessità sembra sottintendere una critica verso Putin e il presidente Medvedev.
«Di questa cosa non ho discusso con Putin, sebbene di solito ci scambiamo opinioni in materia. Comunque, certo, Putin ha commesso degli errori sul piano dello sviluppo democratico, ma non possiamo dimenticare l’eredità che ha ricevuto da Eltsin: un paese che stava andando a pezzi. Bisogna dargli atto che ha evitato il collasso della Russia. Se dovessi fare il calcolo del più e del meno, il più supera di molto il meno. Se non altro per questo, dovremmo dirgli grazie. Io penso che voi europei dovreste imparare ad essere un po' più pazienti. La Russia sta facendo il suo percorso verso la democrazia e si trova a metà
strada. Le lezioni occidentali non servono a molto. Anzi, possono essere controproducenti. Basti pensare alla guerra scatenata dalla Georgia contro l’Ossezia che in Occidente ha mostrato un sistema informativo spesso poco rispettoso della verità. Quindi non avete titolo per dare lezioni» Medvedev ha detto che  il 18 agosto, il giorno in cui Tbilisi ha attaccato l’Ossezia, ha segnato la fine delle illusioni che i russi ancora nutrivano nei confronti dell’Occidente. Pensa che avesse ragione?
«Quanto a illusioni ce n’erano molte. Ed è utile che si siano dissipate. Per il resto, la Russia rimane aperta al dialogo di cui c'è grande bisogno. La proposta di Medvedev di avviare una nuova fase di costruzione della sicurezza europea è più che ragionevole, purché si capisca che può fondarsi solo sulla partecipazione di tutti. Non lo si può certo fare allargando le alleanze militari o installando nuovi sistemi di armi sui territori europei. Ed è chiaro che mi riferisco ai missili in Po1onia.
Lei ritiene adeguato il comportamento dei governi sulla crisi finanziaria incorso?
«No. La crisi del sistema della globalizzazione richiede misure molto pih incisive e profonde. Il neoliberismo ha clamorosamente fallito. E purtroppo la crisi non è solo finanziaria. Diventerà presto anche crisi economica reale e ad essa dobbiamo aggiungere la crisi climatica, quella energetica, quella dell’acqua. Procedendo con un modello basato esclusivamente sulla ricerca del massimo profitto e di una crescita parossistica dei consumi saremo costretti a scontrarci inesorabilmente con i limiti dello sviluppo. Bisogna istituire nuove regole e reintrodurre nelle scelte dei governi i criteri della giustizia sociale e della solidarietà verso i più poveri e i più deboli all’interno dei paesi e nei rapporti tra paesi. Dopo il crollo dell’Urss gli Stati Uniti si sono sentiti dei vincitori ed hanno imposto al mondo le loro regole. Ora dovrebbe essere chiaro a tutti che quelle regole non hanno funzionato».
Venerdì è stato assegnato il Nobel per la pace ad Ahtisaari, l’autore del piano di pace sfociato nella proclamazione unilaterale dell’indipendenza de lKosovo. Cosa ci può dire di questa decisione?
«Su questo non ho nulla da dire».




permalink | inviato da zemzem il 12/10/2008 alle 20:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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