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18 ottobre 2008
I vescovi: l´Islam non rispetta i diritti delle donne
 


la Repubblica, Orazio La Rocca, 18 ottobre 2008

 

Si complica il dialogo tra cattolici e musulmani. E questa volta per «colpa» delle donne. Se ne è
parlato ieri al Sinodo in corso in Vaticano tra i vescovi impegnati a discutere di Parola di Dio e
Sacre scritture. Ma c´è stato un gruppo di presuli dell´area spagnola che ha sollevato anche il
problema dei rapporti con l´islam, portando ad esempio «i diritti delle donne, nel matrimonio e nella
famiglia, che tra i musulmani non hanno la considerazione prevista dalla Dichiarazione universale
dei diritti dell´uomo delle Nazioni unite». Da qui, l´invito dei vescovi spagnoli rivolto all´assemblea
sinodale ad una grande cautela nel «dialogo» religioso con il mondo musulmano.
Facile immaginare che queste affermazioni contribuiranno a rendere ancora più complicati i
rapporti tra le autorità vaticane e i rappresentanti dell´islam, rapporti già messi a dura prova due
anni fa con il discorso tenuto da Benedetto XVI all´università di Ratisbona, in Germania, quando
ricordò le «storiche» lotte intercorse tra le due religioni. Una sottolineatura non gradita alle
comunità musulmane, specialmente quelle più radicali. Ma anche a numerosi intellettuali islamici,
una rappresentanza dei quali - per l´esattezza 138 professori - scrissero una lettera al Papa per
chiedere chiarimenti e per cercare di riannodare il dialogo. Lettera che, comunque, fece da ponte tra
il Vaticano ed il mondo islamico per la pianificazione di un incontro «chiarificatore» in programma
a Roma il mese prossimo.
Ma, alla luce delle critiche anti islamiche emerse ieri al Sinodo, non sarebbe sorprendente prevedere
qualche brutta «sorpresa» anche per il summit musulmano-cattolico di novembre, per il quale si è
ampiamente prodigato il cardinale francese Jean - Luis Tauran, presidente del Pontificio consiglio
per il dialogo interreligioso. A parlare delle critiche islamiche emerse al sinodo è stato lo spagnolo
don Julian Carron, guida spirituale di «Comunione e Liberazione». Nel dibattito generale - ha
rivelato don Carron - è stata anche scartata l´idea di un Forum sulla «Parola di Dio», insieme ad
ebrei e musulmani. Prese di posizione che è facile prevedere non saranno gradite ai musulmani e
potranno cadere come macigni sulla strada dell´organizzazione dell´incontro del 4-5 novembre
prossimo che a questo punto è a rischio e la cui preparazione si è già rivelata più complessa del
previsto. Gli organizzatori, infatti, hanno dovuto aumentare il numero dei partecipanti (da 24 per
parte a 29), per evitare esclusioni che potessero scontentare qualcuno.
Le posizioni dei vescovi hanno suscitato perplessità nei rappresentanti dell´islam in Italia. Sono
fondate su «motivazioni pretestuose», ha detto Yaha Pallavicini, presidente del Coreis, che
raggruppa le Comunità religiose musulmane italiane. «Sono pronto a confrontarmi con questi
vescovi più chiusi perchè così si confonde una differenza tra civiltà e culture con una differenza tra
buoni credenti e cattivi credenti», ha aggiunto l´imam, tra i partecipanti all´incontro di novembre.
Da parte sua Mario Scialoja, esponente della Lega Musulmana Mondiale, ritiene che sia
«eccessivo» raffreddare i rapporti, sulla base di una diversa concezione dei diritti della donna
perché su questo tema «non si deve generalizzare».


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permalink | inviato da zemzem il 18/10/2008 alle 17:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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