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25 ottobre 2008
Silvio e Hu, è svolta «Siamo buoni amici>>

 

Corriere della Sera, Marco Galluzzo, 25 ottobre 2008

PECHINO - Non arriva a dire che sono diventati amici, ma ci va vicino: «Ormai con il presidente cinese si è creato un rapporto di ottima cordialità». La politica estera di Berlusconi aggiunge un nuovo tassello. Sino a ieri il rapporto con Pechino era uno dei buchi neri delle relazioni del Cavaliere, oggi la diplomazia italiana può registrare un' inversione di rotta: «Loro sanno chi sono io, sanno che ho incontrato il Dalai Lama anni fa, sanno cosa penso. E io so chi sono loro, così come so che dove passano le merci non passano gli eserciti e alla fine fiorisce la democrazia. Condividiamo molto più di quanto ci divide, siamo due superpotenze culturali, abbiamo molte posizioni in comune, io sto lavorando alla definizione di un G8 allargato in modo permanente, che includa anche la Cina». Non è il viaggio di sistema che fece Romano Prodi due anni fa, con al seguito ministri e imprenditori. E non è nemmeno forse quello che i cinesi si attendevano, vogliosi di una visita di Stato con un protocollo e un' agenda più densi di quelli che il Cavaliere ha offerto alle richieste che gli sono arrivate. Eppure non è esagerato dire che la visita di Berlusconi in Cina segna una piccola svolta nei rapporti personali fra il presidente del Consiglio e le autorità della Repubblica popolare. Una svolta «realista», pragmatica, certamente alimentata dal ruolo che l' Italia sta per assumere alla presidenza del G8 e dal ruolo che lo stesso Berlusconi sta ritagliandosi fuori dall' Italia. Cinque anni fa Berlusconi sventolava un aquilone lungo uno dei moli di Shanghai, come un turista qualunque. Trascorse alcune ore a Pechino. Una diffidenza diplomatica alimentata dall' anticomunismo e dalla sincerità del Cavaliere (sui deficit democratici cinesi) non contribuì a costruire un rapporto privilegiato. Fu una visita breve, dimenticata in fretta anche grazie alle polemiche italiane contro l' economia delle contraffazioni, alle richieste tricolori di un sistema di dazi per proteggere l' Europa dalla produttività dei cinesi. Oggi Berlusconi passeggia per le strade di una sfavillante Pechino post-olimpica contando di tornarci l' anno prossimo, programmando un giro di capitali dell' Asia nel 2009, lavorando (ne ha discusso con Hu Jintao, che ha invitato quanto prima a Roma) all' anno della Cina in Italia, nel 2010, occasione per recuperare un tempo che altri partner europei, francesi e tedeschi in primo luogo, ci hanno negli anni sottratto in modo massiccio, in termini di penetrazione nell' economia più dinamica del mondo. Il Quotidiano del popolo ieri mattina restituiva alcune proporzioni, almeno secondo le lenti delle autorità locali: omaggiava di foto la signora Merkel, riprendeva in posa il presidente francese Sarkozy. Non c' erano foto del Cavaliere, bastava (per il momento) la notizia del doppio incontro con premier e presidente cinese: segnale però di un trattamento di riguardo riservato al nostro presidente del Consiglio. Ha ammesso anche un ritardo il capo del governo, ieri mattina, durante l' inaugurazione della nuova sede della Fondazione Italia-Cina, alla presenza di Cesare Romiti. Un gap rispetto a Parigi e Berlino, che Confindustria è da anni ansiosa di accorciare grazie anche a dei viaggi (come quelli realizzati da Ciampi e Montezemolo) cui il Cavaliere potrebbe lavorare nei prossimi mesi. Intanto c' è la promessa che il nostro Paese dedicherà ampio spazio alla Cina, all' Expo di Milano del 2015, e «ci auguriamo che altrettanto venga fatto da Pechino durante l' Expo del 2010». Prima Cina e poi Italia, due Expo che si susseguono per «una fortunata coincidenza», anche questo il Cavaliere rimarca nelle ore del suo viaggio, mentre con il premier Wen Jiabao concorda dettagli della partecipazione della Cina al prossimo G14: «Un super-G che diventi un istituto di governance dell' economia mondiale. Con il presidente cinese ci siamo trovati d' accordo sul fatto che l' armonia fra i nostri due Stati può contribuire a trovare molte soluzioni internazionali». Il forfait per le Olimpiadi, così come altre incomprensioni, sembrano incidenti che appartengono al passato


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permalink | inviato da zemzem il 25/10/2008 alle 16:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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