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Aprì le finestre della Chiesa

 La Stampa, Enzo Bianchi , 25 ottobre 2008

Cinquant’anni fa in questi giorni un conclave numericamente esiguo eleggeva come vescovo di Roma e Papa l’anziano e pacioso patriarca di Venezia, Angelo Roncalli, ritenendo forse che laChiesa avesse bisogno di un periodo di tranquilla transizione dopo il solenne pontificato pacelliano. Non passano nemmeno cento giorni e Papa Giovanni spalanca le finestre della chiesa e apre orizzonti insospettati: è l'annuncio del concilio Vaticano II, una «nuova Pentecoste» per una Chiesa che a molti appariva un «museo da custodire» - come annotava Roncalli stesso nel suo diario alla notizia della morte di Pio XII - e che sotto l’impulso dello Spirito diventava un «giardino da coltivare, fiorente di vita». Sì, la «transizione» nella storia iniziava con lui e si preannunciava come stagione non più di difesa polemica, e a volte di crociata verso il nemico, bensì di dialogo con il mondo, di ascolto anche dell'avversario, di riconciliazione con i fratelli separati, di revisione dell'atteggiamento verso gli ebrei. Biografie di Papa Giovanni, edizioni critiche dei suoi scritti, fra tutti il Giornale dell'anima, riletture del suo pontificato profetico, ricordi di persone a lui vicine non sono mancate in questi anni, in particolare in occasione della sua beatificazione, ma l’agile saggio che Alberto Papuzzi gli dedica (Papa Giovanni. La Chiesa, il Concilio, il dialogo, Donzelli, pp. 234, e16,50) si fa apprezzare per il taglio di sapiente approfondimento giornalistico proprio dell'autore, a lungo responsabile delle pagine di cultura della Stampa. Una rilettura che non cela passione, simpatia e consonanza con quella stagione della Chiesa divenuta inaspettata occasione di speranza per il mondo intero. Papuzzi rilegge sulla base di un'attenta documentazione la situazione alla morte di Pio XII, lo svolgersi del conclave, l'intrecciarsi delle vicende ecclesiali con la politica italiana e internazionale, la visione di Papa Giovanni sulla Chiesa e l'audacia profetica dell'intuizione conciliare. E’ come un abbraccio cordiale che sa andare al di là della nostalgia per cogliere i segni e i frutti che non sono venuti meno in questi cinquant’anni. Non a caso l’appendice riporta molto opportunamente tre testi fondamentali del magistero giovanneo: la Mater et magistra, la Pacem in terris e l’indimenticabile Gaudet mater Ecclesia con cui si aprì non solo il Vaticano II ma il cuore e la mente di tanti uomini e donne di buona volontà.

Pubblicato il 25/10/2008 alle 15.21 nella rubrica Religioni .

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