Blog: http://zemzem.ilcannocchiale.it

Svolta rosa del Sinodo. Bibbia letta dalle donne.

 Corriere della Sera , Luigi Accattoli,  26 ottobre 2008


Tra le 55 «proposizioni» approvate dai «padri sinodali» e «consegnate» al Papa come «consigli» per le sue decisioni, ce n'è una che chiede il «lettorato » per le donne, fino a oggi riservato agli uomini: si tratta cioè di autorizzare le donne a «proclamare» le letture bibliche durante le celebrazioni liturgiche. Non è una grande riforma, in quanto di fatto già le donne leggono, anche nelle celebrazioni papali, e dunque è verosimile che venga attuata. Altre proposizioni — che nell'insieme trattano della diffusione, dell'interpretazione e del culto della «Parola di Dio» nella Chiesa: era questo il tema del Sinodo — parlano della mancanza di libertà religiosa in molti Paesi e delle persecuzioni che ne vengono per chi si fa «portatore» della Parola, della necessità di instaurare riguardo alle Scritture un dialogo con le altre due religioni del Libro che sono l'Ebraismo e l'Islam, dell'opportunità di fare in modo che in ogni casa vi sia una Bibbia. Il Sinodo si chiude oggi con una concelebrazione dei 253 «padri» e del papa in San Pietro. Le proposizioni — che sono scritte in latino: «propositiones » — sono state presentate ieri alla stampa dal cardinale relatore del Sinodo, il canadese Marc Ouellet. A conclusione dei lavori il Papa ha offerto un pranzo agli ospiti nella «Casa Santa Marta». Questa è la proposizione numero 17 che chiede il lettorato per le donne: «I padri sinodali riconoscono e incoraggiano il servizio dei laici nella trasmissione della fede. Le donne, in particolare, hanno su questo punto un ruolo indispensabile soprattutto nella famiglia e nella catechesi. Infatti, esse sanno suscitare l'ascolto della Parola, la relazione personale con Dio e comunicare il senso del perdono e della condivisione evangelica. Si auspica che il ministero del lettorato sia aperto anche alle donne, in modo che nella comunità cristiana sia riconosciuto il loro ruolo di annunciatrici della Parola». Il fatto che le donne già leggano (avviene da quando è stata fatta la riforma liturgica di Paolo VI, nel 1969) e che si discuta se riconoscere questa funzione come «ministero ordinato», cioè come incarico conferito con una particolare «benedizione», sta a dire quanto sia prudente la Chiesa cattolica di fronte a qualsiasi riforma. Alle donne accenna anche la proposizione 53 che invita al dialogo con l'Islam, raccomandando di insistere «sull'importanza del rispetto della vita, dei diritti dell'uomo e della donna, come pure sulla distinzione tra l'ordine sociopolitico e l'ordine religioso nella promozione della giustizia e della pace nel mondo. Tema importante in questo dialogo sarà anche la reciprocità e la libertà di coscienza e di religione. Si suggerisce alle conferenze episcopali nazionali, dove risulti proficuo, di promuovere circoli di dialogo tra cristiani e musulmani ». Sono parole sobrie, ma impegnative: quando si dice diritti delle donne si allude alla poligamia, con la «reciprocità» si chiede che i cristiani abbiano nei Paesi musulmani le libertà di cui i musulmani godono nei Paesi a tradizione cristiana. La proposizione 38 afferma che «la testimonianza del Vangelo porta spesso alla persecuzione» e il Sinodo «fa appello ai responsabili della vita pubblica perché garantiscano la libertà religiosa». Una dichiarazione del portavoce vaticano Federico Lombardi sviluppa questo concetto applicandolo alla «orribile violenza» di cui sono oggetto i cristiani in Iraq: «Occorre assolutamente che i gruppi fanatici fondamentalisti vengano combattuti con decisione ».

Pubblicato il 26/10/2008 alle 22.25 nella rubrica Religioni .

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web